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Spadafora: "Entro il 25 maggio riaperti tutti i centri e le palestre

13 maggio 2020

“L’emergenza sanitaria in corso ha obbligato il nostro ministero a una rimodulazione dei programmi – ha spiegato oggi in Senato il Ministro delle Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora - Nel DPCM del 4 maggio abbiamo cominciato con la ripresa dell’attività motori e sportiva per tutti gli italiani ma abbiamo anche ripreso con gli allenamenti degli sport individuali limitandoli però agli atleti riconosciuti di interesse nazionale del Coni e delle Federazioni, quelli che avevano urgenza di tornare ad allenarsi in prospettiva delle delle gare di livello internazionale. Questo è stato necessario perché ci veniva dalla comunità scientifica il richiamo a mettere in circolazione, con la prima riapertura del 4 maggio, il minor numero possibile di persone per cominciare in modo graduale. Abbiamo lavorato in queste settimane per dare risposta a tutto il mondo dello sport anche se in questi ultimi l’attenzione si è concentrata quasi solo sul mondo del calcio. Ieri e l’altro ieri sono arrivate le valutazioni del comitato tecnico scientifico sul protocollo proposto dalla FIGC per la ripresa degli allenamenti. Queste osservazioni sono numerose ma confido che possa essere possibile la ripresa degli allenamenti per il 18 maggio”.

Allargando lo sguardo a tutte le discipline, individuali e di squadra, il Ministro ha offerto una prospettiva incoraggiante:

“Deve ripartire tutto lo sport, devono riaprire tutti quei centri che sono una grande opportunità per i cittadini italiani, dalle palestre ai centri danza, tutti i centri e i circoli sportivi. Io proporrò per il prossimo DPCM la riapertura di queste attività e di questi centri il 25 maggio. O meglio: al massimo il 25 maggio. Abbiamo già inviato al comitato tecnico-scientifico le linee guida per la riapertura di questi centri: se avremo una risposta positiva anche prima, è prevedibile e possibile anticipare questa apertura. Però la data massima oltra la quale non vorremmo andare è il 25 maggio. Questo protocollo è stato elaborato ascoltando le varie realtà dei territori, ascoltando chi gestisce queste realtà, chi ha la necessità di adattare il protocollo alle singole strutture che ovviamente tutte diverse tra loro, possono essere di migliaia di metri quadrati oppure molto più piccole. Dobbiamo fare in modo che tutti, con un protocollo rigido sul rispetto di alcune regole ma poi adattabile alle diverse situazioni, abbiano la possibilità di riaprire. Dando la possibilità ai responsabili di queste strutture di garantire ai loro clienti di poter riprendere la pratica sportiva in sicurezza”.

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