Successo e partecipazione per lo spettacolo teatrale Feminae e Viri Furentes

Successo e partecipazione per lo spettacolo teatrale Feminae e Viri Furentes

Grande successo, lo scorso fine settimana, per lo spettacolo “𝐅𝐞𝐦𝐢𝐧𝐚𝐞 𝐞 𝐯𝐢𝐫𝐢 𝐟𝐮𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞𝐬” andato in scena nella rotonda dell’ex Boschetto con un allestimento originale.

La scelta di collocare attori e pubblico sullo stesso piano, all’interno dell’area circolare solitamente destinata al ballo, ha consentito agli interpreti di interagire con gli spettatori e, al tempo stesso, ha permesso a questi ultimi di vivere da vicino il pathos della rappresentazione.


Una soluzione scenica che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione del pubblico e a trasmettere con forza il messaggio dell’opera curata da Daniela Averna.” In particolare, dall’attenzione rivolta alle feminae furentes – Medea, Fedra, Deianira e Didone – il cui furor è causato per lo più dall’abbandono o dal tradimento, che scatena la vendetta – sottolinea 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐚 𝐀𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚 – è nato spontaneamente il collegamento con codici comportamentali attuali, attraverso un ribaltamento dei ruoli declinati al maschile».

“ La parola chiave è “tradimento” – aggiunge Averna – perché coinvolge la sfera emotiva e induce all’irrazionalità di un gesto che si nutre di un’ancestrale attitudine alla violenza».




I protagonisti dello spettacolo hanno dimostrato talento, intensità interpretativa e notevoli capacità recitative, frutto anche della guida esperta di 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐩𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐜𝐚, che ha lavorato con loro per mesi nella preparazione dell’opera.


Sul palco: Palmira Salinas (Medea), Valentina Spanò (Didone), Maria Cinquemani (Deianira), Rosalia Taormina (Fedra), Dafne Ambra Ieni (Nutrice), Maria Rita Virga (Angela), Piergiorgio Geraci (Antonio), la coreografa Silvia Raffa e le ballerine della scuola di danza La Coreutica: Melania Monteverdi, Noemi Sciarrino, Giulia Impollonia e Chiara Alioto. La voce introduttiva è stata quella di Antonella Inzerillo, al piano Claudia Costanzo.




Al termine della rappresentazione, Daniela Averna ha voluto dedicare un commosso ricordo alla professoressa 𝐀𝐧𝐧𝐚𝐦𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐀𝐦𝐢𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐒𝐚𝐯𝐚𝐫𝐞𝐬𝐞, antropologa, collega e «oltre che amica, sorella», già socia del circolo, recentemente scomparsa.